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Nitriti e nitrati negli alimenti

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I nitriti e i nitrati negli alimenti sono impiegati come conservanti in alcuni cibi a base di carne.

 

Sono identificabili con questi codici:

  • Nitrito di potassio = E 249
  • Nitrito di sodio = E 250
  • Nitrato di sodio = E 251
  • Nitrato di potassio = E 252

Vengono utilizzati diffusamente a partire dal secondo dopoguerra come conseguenza dell’industrializzazione del cibo, per preservare l’integrità, il colore, l’aroma e l’aspetto delle carni conservate, alle quali conferiscono anche un leggero gusto salato. Dal punto di vista igienico-sanitario, questi conservanti agiscono come antimicrobici difendendo le carni dal pericolo del botulino. I prodotti lavorati che li contengono come additivi sono soprattutto: würstel, prosciutto cotto, pancetta, bacon, mortadella, salame, speck, salsiccia confezionata, carni a lunga scadenza e insaccati in genere. Tuttavia, si possono trovare salumi e insaccati di qualità realizzati con i metodi tradizionali e artigianali, senza conservanti aggiunti.

 

Essendo impiegati come fertilizzanti i nitriti e nitrati si trovano anche in alcune verdure. Nei vegetali, le parti nelle quali queste sostanze sono più presenti sono le foglie esterne, la scorza, i gambi e le coste. Le verdure coltivate in campo aperto, quelle poco concimate con questi fertilizzanti o prodotte in regime biologico contengono quantitativi molto inferiori di nitrati.I vegetali più ricchi di nitrati sono bietola, sedano, rape, spinaci, ravanelli, lattuga, mentre i meno ricchi sono cavolfiore, broccoli, cicoria, melanzane, fagiolini, porri, cipolle, patate, carote, funghi, asparagi, pomodori, cetrioli, peperoni.

 

Sulla nocività dei nitriti e dei nitrati negli alimenti sono state condotte numerose ricerche. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), che fa capo all’Organizzazione mondiale della Sanità, ha riconosciuto queste sostanze come probabilmente cancerogene. L’impatto negativo sulla salute umana è dovuto alla trasformazione chimica dei nitrati in nitriti e dei nitriti in nitrosammine, sostanze cancerogene molto potenti.

 

Fortunatamente esistono sostanze antiossidanti, inibitori delle nitrosammine, tra cui la vitamina C , in grado di contrastare l’azione nociva e le pericolose trasformazioni chimiche di nitriti e nitrati negli alimenti. Queste sostanze antiossidanti sono aggiunte ai prodotti alimentari contenenti nitriti e nitrati, proprio per diminuirne la potenziale nocività.

Questa pratica, però, non è obbligatoria per legge. Nelle etichette dei cibi che contengono nitriti e nitrati come conservanti, quindi, è importante notare se sono presenti anche:

  • vitamina C = acido ascorbico = E 300

  • ascorbato di sodio = E 301

  • ascorbato di potassio = E 303

 

I nitrati e soprattutto i nitriti sono i più pericolosi fra gli additivi chimici. Di base sarebbe meglio evitare, o quantomeno limitare al minimo, il consumo di prodotti trattati con questi conservanti, preferendo le carni fresche, i prosciutti crudi di qualità e i salumi artigianali. Una dieta ricca di verdura e frutta costituisce una solida prevenzione contro gli effetti negativi dei nitriti e delle nitrosammine.

 

                                                                     Dr.ssa Serafina Ricci - Biologa

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La crisi di coppia: dove vi è amore, lì c’è sofferenza

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Mettimi come sigillo sul tuo cuore […] perché forte come la morte è l’amore

(Cantico dei Cantici, 8, 6)

 

Nel mito, Cupido, Dio dell’Amore, vola scagliando le sue infallibili frecce dalla cui ferita nasce l’amore.

Magia, sogni e speranze più qualcos’altro di misterioso e che comunemente sperimentiamo come amore, attrazione reciproca e passione: ecco la coppia! A volte, però, il miracolo non tiene più, il sogno si fa incubo, il campo d’azione si trasforma da spazio creativo a luogo di pianto, di insoddisfazione e di distruzione. Il dolore di una crisi di coppia può essere devastante per le persone che lo vivono, con ripercussioni importanti sulla sfera sociale.

 

Le coppie di solito chiedono aiuto psicologico dopo un lungo travaglio, a volte dopo anni di crisi in cui hanno parlato tanto, tentato già molte soluzioni e vissuto ripetuti fallimenti. Sono stanchi, esauriti, sfiduciati, spesso molto arrabbiati, delusi, la comunicazione è rigida e la sessualità bloccata.

La crisi della coppia non arriva all’improvviso, ma rappresenta l’esplosione di una situazione di disagio e di conflitto che spesso viene mascherata per anni da entrambi i partner o da uno dei due, per paura di non riuscire ad affrontare le conseguenze e le ripercussioni psicologiche e sociali che essa comporta. A volte, la crisi può essere scatenata da un evento esterno alla dinamica della coppia, come un’infedeltà coniugale, oppure da una banalità che diventa un pretesto per colpevolizzare l’altro di tutto quello che per anni non si è riuscito a dirgli. Qualunque sia la causa scatenante della crisi, essa provoca una rottura degli equilibri, un crollo della capacità di accettazione e di tolleranza per l’altro, con cui fino a quel momento abbiamo condiviso la nostra vita.

Nel linguaggio comune la parola crisi indica un improvviso momento di rottura di un equilibrio che, apparentemente, dura da tempo. La rottura è accompagnata da manifestazioni emotive e comportamentali in qualche modo vissute dai due partner, o da uno dei due, come impreviste e violente.

Mentre le piccole crisi, il disagio ordinario può essere digerito e superato dalla coppia che si impegna al chiarimento, altre crisi debordano ogni buona intenzione. I due avvertono che i loro sforzi e il loro desiderio di stare meglio non bastano, che i tentativi di capirsi naufragano e che non ce la fanno a uscire dall’impasse. Come animali in trappola, più si muovono e più si avviluppano nei loro lacci. Il parlare diventa inutile perché ogni discorso, invece di procurare schiarite di senso e nuove comprensioni, sembra trafiggere il cuore e inchiodare a un dolore insopportabile che comincia a nutrirsi di odio e risentimento.

I due partner non hanno saputo elaborare e trasformare nel tempo i cambiamenti personali, sociali e del ciclo di vita della coppia creando nuove modalità del vivere insieme, non hanno saputo gestire i conflitti di fronte ai quali la vita quotidiana li ha posti sia come singoli individui (conflitti intrapsichici) sia come coppia/famiglia (conflitti relazionali), sia come cittadini (conflitti sociali).

In questi casi chiedere aiuto ad un professionista esterno non coinvolto e imparziale è indispensabile per superare il conflitto.

In alcuni casi la coppia riconosce unanimemente la presenza di un malessere e di un conflitto insolubile e vuole risolvere il problema. Può essere presente in partenza l’idea che entrambi abbiano una sorta di corresponsabilità nel generare la crisi e nel perpetuarla, avendo ciascuno un punto di vista valido, benché opposto all’altro. Malgrado questo modo maturo di vedere le cose e le intenzioni costruttive che possono animare i partner, essi si sentono bloccati nella ripetizione di litigi senza via d’uscita, sentono la vita di coppia priva di creatività, si sentono sempre più estranei e incapaci di comprendersi.

Molto di frequente, invece, la fantasia che agevola la decisione di chiedere aiuto ad un professionista è quella di poter trovare finalmente un alleato. Ciascuna delle due persone coltiva la segreta speranza di trovare nello psicologo un alleato in modo da risolvere “democraticamente” (due contro uno!) la situazione. Immaginate con quanta soddisfazione si possa pronunziare la fatidica frase: “Vedi avevo ragione io!”.

Se il compito dello psicologo non è quello di sentenziare sui torti e le ragioni, come svolge il suo mandato? In che modo potrà aiutare una coppia a superare il suo impasse?

 

Si tratta di agevolare e migliorare le competenze nel comunicare e nell’ascolto dell’altro in modo da aiutare a rendere esplicite e quindi confrontabili, le aspettative e le motivazioni profonde di specifici comportamenti ma anche del complessivo “stare insieme” che, da una parte sembra tanto tormentante, dall’altra è così doloroso pensare di abbandonare. Si lavora per aprire ai due partner possibilità per un nuovo modo di vivere in coppia passando dall’attribuzione all’altro di tutta la responsabilità del benessere e/o del malessere personale e di coppia, alla possibilità di assumersi la responsabilità della propria esistenza, consapevoli dell’importanza che l’altro ha, ma liberi di scegliere se e come stare in relazione con lui/lei.


Partiamo dal presupposto che nella coppia ci sono mondi e sensibilità differenti da mettere a confronto e che pertanto richiedono l’avvio di un proficuo processo di chiarificazione e lo sviluppo di capacità di ascolto e di comprensione empatica reciproca, nel rispetto dell’individualità e dell’autonomia dell’altro. Il compito del professionista è di aiutare la coppia a comprendere il significato evolutivo di ciò che sta vivendo, di liquidare un assetto esistenziale e relazionale che ha esaurito il suo potenziale creativo e a ricostituirne uno più attuale, conforme ai nuovi ed autentici bisogni di ciascuno e alle istanze emotive emergenti nella coppia. La terapia è dunque un momento creativo che partendo dal disagio esistente, lo rielabora per aiutare i due a reinventarsi e trovare un nuovo equilibrio.

 

Dott.ssa Chiara Raimondi - Psicologa e psicoterapeuta

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Tea Tree Oil o Olio di Melaleuca Alternifolia

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Dalla distillazione delle foglie dell'albero australiano della Melaleuca Alternifolia nasce l'olio Tea Tree, un utile alleato per il benessere della persona e della casa.

Il Tea Tree Oil ha proprietà antisettiche, antibatteriche, antimicotiche, antifungine e ne bastano pochissime gocce per esplicare la sua efficacia. 

Si può usare puro o veicolato nella crema preferita per il viso o per il corpo in caso di acne o pelle impura, verruche, porri, micosi, herpes.

 

In quest'ultimo caso favorirà la guarigione dell'herpes labiale riducendo lo stato infiammatorio e quindi il dolore. Può essere utilizzato insieme ad un olio lenitivo come quello di calendula per farne un ottimo dopobarba

Qualche goccia in un catino di acqua tiepida servirà per un sano pediluvio, utile in caso di micosi, piede d'atleta, infezioni della pelle o delle unghie sulle quali può essere applicato anche puro. 

In caso di frequentazioni di palestre, piscine, spiagge si può fare prevenzione per le micosi con il pediluvio serale e l'uso di detergenti e creme per il corpo e per i piedi cui si può aggiungere qualche goccia di Tea Tree Oil.

Si può aggiungere al bidet quotidiano per la cura e la prevenzione di cistiti e candida.

Una goccia sullo spazzolino da denti favorisce l'igiene e il benessere della bocca e contrasta l'alitosi. Puro o in acqua per gargarismi si può utilizzare in caso di afte o infiammazioni del cavo orale.

Si può applicare direttamente sul cuoio capelluto o metterlo nello shampoo preferito per contrastare la forfora ed è un ottimo coadiuvante per prevenire e debellare i pidocchi, da utilizzare anche puro sul pettinino apposito.

Per le sue proprietà antibatteriche lo si può utilizzare per i suffumigi per contrastare i sintomi del raffreddore, inalare da un fazzoletto o diffonderlo nell'ambiente con apparecchi appositi o mettendolo negli umidificatori dei termosifoni, cosa molto utile in casa o negli ambienti di lavoro dove basta poco per fare prevenzione dal contagio.

Diffuso nell'ambiente serve per allontanare le zanzare e messo direttamente su una puntura sulla pelle ha azione lenitiva.

Si può utilizzare per le pulizie della casa, per lavare pavimenti, superfici e sanitari, in lavatrice e in lavastoviglie per avere un ambiente naturalmente disinfettato.

Come per tutti gli olii essenziali il Ministero della Salute sconsiglia l'uso alimentare del prodotto.

Detto ciò, buon Tea Tree Oil a tutti, anche a chi prima non lo conosceva!

                            Dott.ssa Michela Brunetti

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LO ZINCO E LA SALUTE CELLULARE

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Un recente studio condotto da Janet King, ricercatore del CHORI,  e pubblicato sul Journal of Clinical Nutrition ha dimostrato che un modesto aumento di zinco nella dieta(soli 4mg.) riduce lo stress ossidativo e i danni al DNA.

 

Lo zinco è onnipresente nel nostro corpo e facilita molte funzioni essenziali per la conservazione della vita:

 

  • protegge gli acidi nucleici DNA e RNA, così come la membrana delle cellule.

  • Stimola il sistema immunitario attraverso i linfociti T-4.

  • Regola il pancreas, l’ipofisi e gli organi genitali.

  • È importantissimo per la crescita dei bambini.

  • Mantiene le ghiandole surrenali in buono stato e ne conserva la capacità di adattamento.

  • Mantiene in buono stato gli organi del gusto, dell’olfatto e della vista.

  • Previene l’invecchiamento prematuro.

Esso svolge un ruolo fondamentale nella crescita ottimale nell’infanzia e nel garantire un sistema immunitario sano. Aiuta anche a limitare l’infiammazione e lo stress ossidativo associati con l’insorgenza di malattie cardiovascolari croniche e tumori. In assenza di zinco sufficiente, la nostra capacità di riparare il DNA dall’usura quotidiana è compromessa.

 

Secondo King, un piccolo aumento di zinco nella dieta può avere un impatto significativo sul buon funzionamento del metabolismo in tutto il corpo. Questi risultati rafforzano l’evidenza che gli interventi alimentari  possono migliorare carenze di micronutrienti in tutto il mondo.

 

Lo zinco è presente in vari alimenti come pesce, carne, cereali (non raffinati), legumi, frutta secca e semi (zucca, sesamo e girasole). Alte percentuali le troviamo anche nel lievito, nel latte, nei funghi, nel cacao, nelle noci e nel tuorlo d'uovo. Una dieta che introduce questi alimenti, ben equilibrata, onnivora, vegetariana o vegana che sia, assicura un buon apporto di zinco, evitando pericolose carenze.

 

                              Dr.ssa Serafina Ricci - Biologa

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Giornata del Benessere Psicologico

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Venerdì 20 gennaio 2017 presso la nostra parafarmacia, potrete richiedere una consulenza psicologica con la dr.ssa Chiara Raimondi per fare domande, chiarire dubbi e ricevere risposte per migliorare la relazione con voi stessi e con gli altri; per sciogliere quei conflitti sui quali, spesso, si originano disagio e malessere emotivo; per migliorare la qualità della vostra vita e mantenere un adeguato stato di benessere.

 

La consulenza può essere richiesta per problemi individuali, di coppia e familiari, di tipo relazionale, affettivo oppure di interesse clinico (ansia, insonnia, disturbi dell’umore, attacchi di panico, fobie, sintomi somatici, lutto, condizioni post traumatiche, disturbi di personalità, dipendenze).

La consulenza è gratuita! Non mancare!

L'incontro sarà individuale per una durata di 30 min.

orari evento: 9.30/13.00 - 15:30/17:30

Servizio usufruibile previa prenotazione al numero: 080 556 3900

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Il fazzoletto di carta - una geniale trovata

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Lo sapevate che i fazzoletti sono un'altra geniale trovata degli antichi Egizi, popolo delle grandi invenzioni?
Nel corso dei Secoli ci sono stati tantissimi alti e bassi per questo tanto banale quanto ad oggi indispensabile "strumento" che è il fazzoletto.

Poteva essere solo un vezzo, un simbolo di una casta sociale o essere utilizzato contemporaneamente a tavola, per il naso o per asciugare il sudore come all'epoca degli Antichi Romani dove pochi se lo potevano permettere, mentre gli altri utilizzavano le tuniche per ogni esigenza! 

Sebbene ancora oggi il fazzoletto di cotone sia utilizzato dai più nostalgici che non riescono a fare a meno della sua morbidezza sulla pelle, o dai modaioli, che ne fanno solo un uso estetico, la vera "rivoluzione" è rappresentata dal fazzoletto di carta, arrivato in Europa presumibilmente a fine Ottocento, ma di cui si hanno tracce certe da grandi aziende produttrici durante la Prima Guerra Mondiale.

Il passaggio dal cotone alla carta è stata una trovata di una grande azienda che perfezionò un materiale derivato dalla cellulosa e che col tempo cercò di soddisfare le esigenze delle donne relativamente allo strucco serale fino ad arrivare al lancio del fazzoletto utile per tutta la famiglia in ogni occasione. Col tempo il fazzoletto di carta ha raggiunto livelli di morbidezza pari a quello di cotone con il vantaggio di essere presente sul mercato nelle confezioni multiple in tantissimi formati e nelle confezioni apri e chiudi che ne garantiscono una maggiore igiene.

Ne esistono anche profumati con olii essenziali balsamici, che danno sollievo durante gli stati da raffreddamento o arricchiti di sostanze emollienti per le pelli più sensibili, a più veli e decorati per adulti o per bambini, per invogliarli all'uso.
L'indiscutibile vantaggio del fazzoletto di carta è che, essendo monouso, è molto più igienico di quello di cotone. Rimane un mezzo sempre pulito e a disposizione in tante occasioni, senza contaminare le tasche degli abiti. 
In più, quelli in pura cellulosa sono biodegradabili, quindi hanno un basso impatto ambientale se gettati correttamente nel cestino!
Starnutire o tossire su un fazzoletto di carta e poi gettarlo è un utile mezzo per limitare la diffusione di influenze, raffreddori e altre patologie quando non ci si può lavare continuamente le mani. Per questo esistono le veline in scatola, fatte in modo da poter essere "acchiappate al volo" prima dello starnuto!!!

dott.ssa Michela Brunetti

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Balsamo labbra o burrocacao?

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Le labbra, si sa, in questo periodo sono sottoposte ogni giorno al vento e al freddo e, non avendo una protezione naturale fatta di sebo o peli ed essendo la pelle delle labbra sottile e delicata, è necessario proteggerle. 


Per questo in inverno più che in altri mesi si rende necessario l'utilizzo dei burrocacao o dei balsami per le labbra, che hanno una consistenza più cremosa, alcuni dei quali hanno solo funzione protettiva, altri anche curativa. 


Il burrocacao ha prevalentemente funzione protettiva ed emolliente, essendo ricco di burro di cacao, appunto, e/o burro di karitè, cera di riso, mentre i balsami sono più spesso arricchiti con oli e principi attivi antiossidanti e riparatori. Possono essere di tipo biologico, chimico o farmaceutico a seconda della composizione, con o senza fattore di protezione solare. 


Si possono produrre anche in casa, con una base di burro di cacao, burro di karitè o altra base grassa, arricchendoli con olio di argan, di malaleuca, di jojoba, vitamina E pura e olii essenziali profumati.

Dott.ssa Michela Brunetti - Farmacista

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L’insonnia. Recuperare la parte migliore della vita!

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Nella nostra epoca che vive di corsa, si dorme sempre meno e sempre peggio. Se nelle culture e nelle società arcaiche i disturbi del sonno sono sconosciuti e mancano addirittura le parole per designare uno stato come l’insonnia, nella nostra porzione di mondo essi rientrano oggi tra i sintomi più diffusi.


Una cosa va subito messa in chiaro: la qualità della nostra vita quotidiana influisce sul sonno!

Shakespeare nel Macbeth definisce il sonno “bagno ristoratore del faticoso affanno, balsamo alla dolente anima stanca”, dormire è infatti fondamentale per il buon funzionamento dell’organismo e per mantenere un efficace equilibrio psicofisico. E oltre ad essere rigenerante, dormire è anche uno dei piaceri della vita! Quando il sonno è disturbato o interrotto durante la notte, o quando è difficile riuscire ad addormentarsi, vuol dire che il nostro organismo ci sta inviando un segnale di allarme che rimanda ad una situazione di ‘sovraccarico’. Spesso sono le ansie e i pensieri che ci impediscono di rilassarci completamente . In alcuni casi è sufficiente prendere una tisana, fare un bagno caldo, leggere a letto… ma quando tutto ciò non basta, vuol dire che abbiamo a che fare con i cosiddetti  “disturbi del sonno”.


Esiste una varietà illimitata di disturbi del sonno, alcuni esperti ne identificano ottantaquattro forme, altri arrivano anche a trecento.

Generalmente si distingue tra: 

  • parasonnie (disturbi nella regolazione del ritmo sonno-veglia che si manifestano in concomitanza alla fase onirica, durante i sogni) come il disturbo da incubi, il terrore nel sonno (Pavor Nocturnus), il sonnambulismo, la sindrome da gambe senza riposo, il bruxismo e l’enuresi notturna; 
  • dissonie (diverse tipologie di mancanza di sonno che si manifestano durante il sonno, modificandone  la  quantità e la qualità del ritmo) come l’insonnia, l’ipersonnia, la narcolessia, il disturbo del sonno correlato alla respirazione (apnea notturna) e il disturbo del ritmo circadiano del sonno.

I comportamenti più comuni causati da alterazioni o mancanza di sonno sono:

  • Sonnolenza continua durante il giorno (NARCOLESSIA).
  • Sensazione di non aver riposato nonostante aver dormito sufficientemente (IPERSONNIA).
  • Sonnolenza, nervosismo, emicranie  per la difficoltà al raggiungimento ed al mantenimento del sonno  (INSONNIA).
  • Stress dovuto a ripetuti risvegli dovuti ad incubi durante la notte (INCUBI).
  • Stanchezza e nervosismo a causa di sogni terrorizzanti che non causano risvegli, ma non permettono un sonno ristoratore (PAVOR NOCTURNUS).
  • Stanchezza durante il giorno a causa di continui risvegli notturni, dovuti a problemi di respirazione (APNEA).
  • Irritabilità e stanchezza per i ripetuti episodi di sonnambulismo, accompagnati da amnesia dell’accaduto (SONNAMBULISMO).
  • Stress e sonnolenza durante il giorno a causa dell’ incontinenza urinaria durante la notte (ENURESI NOTTURNA).

 L’insonnia è la difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno, non è una malattia ma un sintomo. Essa può derivare da vari disturbi fisici ed emotivi. Tra i disturbi del sonno è quello più comune tra i giovani e meno giovani e spesso si accompagna a stati di ansia, nervosismo, depressione o paure. 


Lo scopo dell’intervento psicologico per l’insonnia è quello di : 

  • Identificare la natura  del disturbo.
  • Identificare le possibili cause del problema.
  • Prendere consapevolezza di particolari eventi della vita che producono particolare tensione fisica e mentale.
  • Prendere consapevolezza di  conflitti emotivi latenti o timori rispetto ad eventi futuri preoccupanti, o ancora pensieri ricorsivi su eventi passati o scelte da compiere. 
  • Escludere la presenza di problemi di altra natura, ad esempio di un disturbo organico (ipertensione, ipertiroidismo, arteriosclerosi, riduzione ormonale, patologie respiratorie).
  • Modificare le abitudini o stili di vita disfunzionali (abuso di sostanze e/o di farmaci, eccessiva caffeina, ecc.).
  • Apprendere rimedi pratici contro i disturbi del sonno.
  • Apprendere esercizi di rilassamento profondo.
  • Apprendere come i fattori ambientali (il rumore, la luce o la temperatura della stanza, ecc.) possono influenzare la qualità del sonno.
  • Approfondire la conoscenza di se stessi ed accrescere il proprio benessere psicofisico.

                                             Dott.ssa Chiara Raimondi - Psicologa e psicoterapeuta

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MICROBIOMA: RECUPERO DI PESO DOPO UNA DIETA DI SUCCESSO

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Molte persone obese, dopo aver seguito con successo una dieta per la perdita di peso, recuperano, dopo un certo lasso di tempo, il peso perso e alcune volte ne guadagnano anche più.

 

Su Nature, è riportato uno studio dei ricercatori del Weizmann Institute of Science che hanno dimostrato che il microbioma riveste un ruolo importante nella fase post-dieta, proprio sul ricorrente aumento di peso.  Questo fenomeno comune potrebbe in futuro essere prevenuto o trattato alterando la composizione o la funzione del microbioma.

 

Lo studio è stato eseguito da gruppi di ricerca guidati dal Dr. Eran Elinav del Computer Science and Applied Mathematics Department. I ricercatori hanno scoperto che, dopo un ciclo di perdita di peso, tutti i sistemi del corpo dei topi sono completamente tornati alla normalità, tranne il microbioma che si presenta ancora anormale per circa sei mesi.

 

I ricercatori hanno dimostrato che la composizione del microbioma delle persone “obese” è uno dei principali motori di aumento di peso post-dieta. Ad esempio, quando i ricercatori hanno ridotto i microbi intestinali nei topi, trattandoli con antibiotici ad ampio spettro, l’aumento di peso post-dieta è stato eliminato.

 

Successivamente, gli scienziati hanno sviluppato un algoritmo, sulla base di centinaia di parametri individualizzati del microbioma, che con successo e con precisione ha  previsto la velocità di recupero del peso in ogni topo, dopo una perdita di peso con una dieta di successo.

 

Inoltre, combinando approcci genomici e metabolici, i ricercatori hanno identificato due molecole guida nell’impatto del microbioma sul recupero del peso. Queste molecole – appartenenti alla classe dei flavonoidi che si ottengono attraverso il consumo di alcuni ortaggi, vengono rapidamente degradati dal microbioma “post-dieta”. In circostanze normali, questi due flavonoidi favoriscono il dispendio energetico durante il metabolismo dei grassi. Bassi livelli di questi flavonoidi  impedisce questo rilascio di energia di derivazione dai grassi, causando nei topi post-dieta un accumulo di grasso

 

Aggiungendo all’acqua consumata dai topi post-dieta che avevano perso peso, dei flavonoidi si è avuto un aumento dei loro livelli e quindi una maggiore spesa energetica. Con il ritorno ad una dieta ipercalorica, i topi non hanno recuperato peso.

 

“L’obesità colpisce quasi la metà della popolazione adulta mondiale e predispone le persone a complicazioni come il diabete e malattie cardiache”, spiega Elinav. “Se i risultati dei nostri studi sui topi si potranno replicare negli esseri umani, potranno aiutare a diagnosticare e trattare l’obesità ricorrente, e questo a sua volta, potrà contribuire ad alleviare l’epidemia di obesità”.

 

                           Dr.ssa Serafina Ricci - Biologa

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Giornata del Benessere Psicologico

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16 DICEMBRE 2016 - in collaborazione con la dott.ssa Psicologa Chiara Raimondi organizziamo in sede, la giornata del benessere psicologico. La consulenza è gratuita!

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