Cosa ho mangiato ieri... Ehm..!??

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Cosa ho mangiato ieri... Ehm..!??

Cosa ho mangiato ieri... Ehm..!??

Ecco alcuni elementi che auitano a migliorare la concentrazione e la memoria.

 

Lecitina di Soia

In numerosi esperimenti è stato evidenziato che i pazienti che fanno abitualmente uso di lecitina, registrano un miglioramento delle capacità mnemoniche. 

Inoltre l'assunzione di lecitina può causare uno stato di rilassamento e di calma grazie all'induzione dell'aumento delle onde alfa cerebrali. 
A conferma di ciò, in uno studio condotto su animali la supplementazione di lecitina ha mostrato attività antistress e adattogena.
I fosfolipidi aumentano le attività cerebrali, grazie all'incremento della produzione di acetilcolina, neurotrasmettitore indispensabile per la trasmissione degli impulsi nervosi. 

 

Ginkgo Biloba 

Due studi hanno osservato, contro placebo, gli effetti di 160 mg di ginkgo biloba o di piracetam, associati a un programma di esercizi per la memoria in pazienti non dementi con problemi di memoria. L'apprendimento migliorava di più con piracetam, l'attenzione e la percezione con il ginkgo biloba.

Il ginkgo biloba è in grado di incrementare prontezza mentale, concentrazione, memoria a breve termine e capacità cognitive, migliorando la circolazione a livello cerebrale e promuovendo il metabolismo dei neuroni.


Guaranà

L'estratto di guaranà ha dimostrato di aumentare la resistenza fisica dell'organismo a un eccesso di lavoro o a una situazione particolarmente stressante. L'effetto ottenuto è legato a una aumentata disponibilità di glucosio e a un effetto stimolante che favorisce le funzioni cognitive. Se ne suggerisce quindi l'uso negli anziani con deficit di memoria o nei giovani sottoposti a sovraffaticamento psichico e fisico .

 

Colina e inositolo

Aumentano lo stoccaggio di acetilcolina a livello neuronale; fungendo anch'essa da trasmettitore di impulsi in tutto il territorio encefalico, favorisce una maggiore prontezza mentale.

 

Tirosina e Vitamina B6

Sono fattori che agevolano l'apprendimento, aumentano le capacità intellettive e aiutano a mantenere un buon livello mnemonico.

 

Fosfatidilserina

Dopo numerosi studi in vivo, sono state condotte ricerche cliniche sia sull'invecchiamento cerebrale generalizzato che su quello di pazienti affetti da Alzheimer.

Le ricerche scientifiche sul ruolo della fosfatidilserina nell'invecchiamento cerebrale risalgono agli anni '70 e hanno permesso di raccogliere informazioni di notevole interesse. 

In uno studio multicentrico (Amaducci, 1988) la somministrazione di fosfatidilserina a 145 malati di Alzheimer ha migliorato abilità verbale, memorizzazione e capacità di gestire le attività quotidiane. In un altro studio (Crook, 1991) fu esaminato e confermato l'effetto salutare della fosfatidilserina in soggetti con deficit di memoria associato all'età. La somministrazione di fosfatidilserina a 247 pazienti (oltre i 65 anni) con deficit cognitivo da moderato a severo, ha indotto miglioramenti sia di tipo cognitivo che comportamentale.

I maggiori risultati furono osservati nei soggetti che avevano associato l'assunzione di fosfatidilserina a dieta ed esercizio fisico.

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